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Mobilità inclusiva, Genova porta i suoi progetti al summit di Istanbul

01/05/2026

Mobilità inclusiva, Genova porta i suoi progetti al summit di Istanbul

Genova ha presentato a Istanbul le proprie esperienze sulla mobilità inclusiva, accessibile e sostenibile davanti alla platea dello Smart Mobility Summit of Cities and Regions, organizzato nell’ambito della 17ª edizione dell’ITS European Congress. A intervenire per il Comune è stato l’assessore alla Mobilità sostenibile e al Trasporto pubblico, Emilio Robotti, che ha richiamato il ruolo della mobilità come parte essenziale di una città fondata sui diritti, sulla resilienza e sulla partecipazione di tutte le persone.

Accessibilità e progettazione universale al centro del confronto

Robotti è intervenuto nella sessione “Inclusive by Design: Applying Universal Design Principles in Transport and ITS”, dedicata all’applicazione dei princìpi della progettazione universale nei trasporti e nei sistemi intelligenti di mobilità. Nel suo intervento ha sottolineato che l’accessibilità non può essere trattata come un tema marginale, ma deve guidare la pianificazione degli spazi pubblici, l’organizzazione del trasporto pubblico e l’uso degli strumenti digitali.

Secondo l’assessore, la mobilità inclusiva rappresenta un investimento strategico perché amplia l’accesso al lavoro, riduce le disuguaglianze tra quartieri e rafforza la coesione sociale. L’obiettivo è consentire a ogni persona, indipendentemente da età, abilità o condizione temporanea, di partecipare pienamente alla vita economica e civica della città.

Tra le priorità indicate figurano attraversamenti senza cordoli, marciapiedi più ampi, zone a traffico limitato e percorsi pedonali continui e sicuri. Per Genova, ha spiegato Robotti, la pedonabilità non si misura soltanto in termini di distanza, ma anche attraverso pendenze, continuità dei tracciati e sicurezza. Se l’inizio o la fine di un percorso resta inaccessibile, l’intero sistema perde efficacia.

Ascensori, funicolari e cremagliere nella rete del trasporto pubblico

Un passaggio centrale dell’intervento ha riguardato la mobilità verticale, particolarmente rilevante in una città come Genova. Ascensori, funicolari e cremagliere devono essere considerati parte integrante della rete del trasporto pubblico, non elementi aggiuntivi o secondari. Per questo l’amministrazione sta lavorando a una maggiore integrazione in termini di informazione, bigliettazione e servizi digitali.

L’assessore ha ricordato che la metropolitana genovese è ampiamente accessibile e che la flotta autobus è composta in misura crescente da mezzi a pianale ribassato e attrezzati per persone con mobilità ridotta. In alcuni casi, però, il limite non dipende dal veicolo, ma dalla conformazione delle strade e dal contesto urbano in cui il servizio deve operare.

Robotti ha insistito anche sul valore dell’informazione, definendola importante quanto l’infrastruttura fisica. Sapere se una fermata è accessibile, se un ascensore è funzionante, dove si trova uno stallo per persone con disabilità o quale percorso sia effettivamente praticabile può fare la differenza nell’autonomia degli spostamenti.

Da SPOT4Dis a Genova Street Lab

Tra le esperienze citate figura SPOT4Dis, progetto che vede Genova città pilota a livello europeo e che lavora sull’accessibilità urbana e sulla gestione degli stalli di sosta per persone con disabilità. L’obiettivo è ridurre l’incertezza e rendere più semplice la pianificazione degli spostamenti, con benefici per persone anziane, persone con disabilità, cittadini con limitazioni temporanee alla mobilità, lavoratori, genitori con bambini e turisti.

L’assessore ha poi richiamato alcune esperienze di co-progettazione, tra cui il Premio Federica Picasso, che coinvolge bambini e giovani nell’osservazione degli spazi pubblici, invitandoli a individuare ostacoli e proporre soluzioni per migliorare accessibilità, sicurezza e comfort. Un altro esempio è il progetto Mobiquity, basato su strumenti digitali che permettono agli utenti di segnalare in tempo reale ostacoli, disservizi e problemi di usabilità.

Genova Street Lab consente invece di testare soluzioni temporanee direttamente in contesti reali: modifiche alla configurazione stradale, attraversamenti pedonali, spazi condivisi e interventi sui cordoli. Per l’amministrazione, questo metodo permette di verificare l’efficacia delle scelte prima di renderle strutturali, ascoltando chi vive quotidianamente la città.

Robotti ha infine richiamato il ruolo dei sistemi di trasporto intelligenti e dell’intelligenza artificiale. Le tecnologie possono rendere la mobilità più inclusiva soltanto se governate con responsabilità pubblica, evitando che servizi e strumenti digitali siano progettati intorno a un utente medio e finiscano per escludere anziani, persone con disabilità o cittadini meno abituati all’uso del digitale. Progettare per la diversità, ha concluso l’assessore, significa costruire città che funzionano meglio per tutte e tutti.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.