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Genova, cinque misure cautelari per le spaccate in centro storico

27/04/2026

Genova, cinque misure cautelari per le spaccate in centro storico

Cinque persone sono state raggiunte da misure cautelari nell’ambito dell’indagine sulle spaccate ai danni di esercizi commerciali del centro storico di Genova. La Polizia di Stato, su delega della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Genova, ha eseguito i provvedimenti nei confronti di cinque soggetti tra i 26 e i 46 anni, quattro italiani e un cittadino cubano, gravemente indiziati, a vario titolo, di furto aggravato o tentato furto, in alcuni casi in concorso tra loro.

Nove colpi tra gennaio e febbraio nel centro cittadino

L’attività investigativa, coordinata dagli agenti della Sezione Investigativa del Commissariato Centro, riguarda nove episodi avvenuti tra gennaio e febbraio scorsi. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il gruppo avrebbe agito con un metodo ricorrente: gli indagati si sarebbero incontrati di notte nei pressi della fermata Darsena di via Gramsci, concordando l’esercizio commerciale da colpire.

Una volta individuato l’obiettivo, uno dei soggetti avrebbe forzato l’ingresso per impossessarsi di denaro o merce, mentre in alcuni casi un complice avrebbe svolto il ruolo di palo. Dopo il furto o il tentativo di furto, gli autori si sarebbero allontanati rapidamente dalla zona.

Merce, tablet e fondi cassa: danni per migliaia di euro

Gran parte degli episodi sarebbe riconducibile a un 31enne italiano, talvolta affiancato da altri soggetti. Il 28 gennaio, con l’aiuto di un connazionale di 46 anni, l’uomo si sarebbe introdotto in un esercizio commerciale di via Ceccardi, forzando la porta d’ingresso e portando via merce per circa 1.700 euro, prima di fuggire dalla porta sul retro.

Due giorni dopo, lo stesso 31enne avrebbe fatto irruzione in un ristorante di via Brigate Liguria, sottraendo tablet e somme presenti nel fondo cassa per un valore complessivo stimato in circa 14.000 euro. La sera successiva, nel giro di poche ore, avrebbe colpito tre diversi locali tra via Calata Gonone, Molo Ponte Morosini e via Gramsci, asportando complessivamente 370 euro.

A circa un mese di distanza, avrebbe poi scassinato la porta d’ingresso di un ristorante di via Cavallotti senza riuscire a portare via nulla. Il 6 febbraio, insieme a un italiano di 38 anni, avrebbe sottratto due registratori di cassa da un esercizio commerciale di via XX Settembre, contenenti 50 euro in contanti. Nella stessa strada, la sera successiva, i due avrebbero preso 300 euro da un negozio e poi tentato senza successo di entrare in un ristorante di via Brigate Liguria, con il presunto supporto di un italiano di 28 anni e di un cubano di 26.

Telecamere decisive per ricostruire la sequenza dei furti

Gli agenti sono arrivati all’identificazione dei cinque indagati attraverso l’analisi delle immagini delle telecamere di videosorveglianza installate nei negozi e sul territorio. I filmati hanno consentito di ricostruire la dinamica dei singoli episodi, individuare i movimenti dei soggetti coinvolti e collegare tra loro i diversi colpi.

All’esito delle indagini sono state disposte una misura cautelare in carcere, tre misure di obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria e un divieto di dimora nel Comune di Genova. Quest’ultimo provvedimento è stato successivamente trasformato in custodia cautelare in carcere per inosservanza della misura. Gli indagati restano assistiti dalla presunzione di innocenza fino a eventuale accertamento definitivo di responsabilità.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to