Agricoltura, rinnovato il contratto 2026-2029 per oltre un milione di operai
07/06/2026
Il nuovo CCNL degli operai agricoli e florovivaisti 2026-2029 è stato siglato il 28 maggio nella sede nazionale di Confagricoltura, al termine di cinque mesi di trattative. Il rinnovo riguarda oltre un milione di lavoratori e quasi 170 mila imprese agricole e florovivaistiche, dopo la scadenza del precedente contratto avvenuta il 31 dicembre 2025.
Aumenti salariali in due tranche
L’accordo prevede un incremento retributivo complessivo del 5,1%, applicato in due passaggi. La prima tranche, pari al 3,4%, scatterà dal 1° giugno 2026; la seconda, pari all’1,7%, entrerà in vigore dal 1° gennaio 2027. L’aumento interesserà i salari contrattuali e i minimi salariali di area nazionali definiti nelle tabelle del contratto.
L’incremento non prevede arretrati né una tantum ed è collegato agli indicatori IPCA, in un quadro economico ancora condizionato dall’inflazione e dalle tensioni internazionali. Le parti hanno inoltre previsto un nuovo confronto nel settembre 2027 per comparare l’andamento reale dell’inflazione nel biennio con le dinamiche retributive definite dall’accordo e valutare eventuali correttivi.
Resta confermato anche il ruolo della contrattazione territoriale agricola. La competenza economica dei contratti provinciali di lavoro continuerà infatti a valere per il biennio successivo, 2028-2029, mantenendo il peso della dimensione locale nella regolazione del settore.
Manodopera stabile e nuove garanzie occupazionali
Una delle novità più rilevanti riguarda la stabilizzazione della manodopera, tema centrale per molte filiere agricole che faticano a reperire e trattenere lavoratori qualificati. Dal 2027, in via sperimentale fino al 2029, sarà possibile stipulare rapporti a termine con garanzia occupazionale triennale, articolati in tre distinti rapporti annuali consecutivi con almeno 100 giornate annue.
La misura richiama la forma contrattuale già prevista dal cosiddetto decreto “campo libero” e punta a dare maggiore continuità ai rapporti di lavoro stagionali, soprattutto nei comparti in cui la disponibilità di personale incide direttamente sulla tempestività delle operazioni colturali, sulla qualità del prodotto e sul rispetto dei programmi di raccolta, confezionamento e consegna.
Il nuovo articolo 54-bis introduce inoltre un elemento aggiuntivo della retribuzione pari allo 0,4% del salario contrattuale. La misura sarà riconosciuta dal quarto anno agli operai a tempo determinato che abbiano lavorato presso la stessa azienda per almeno tre anni consecutivi, con non meno di 150 giornate annue.
TFR stagionali, welfare e lavoratori stranieri
Il rinnovo interviene anche sulla corresponsione del TFR per gli operai agricoli a tempo determinato impegnati in attività stagionali, confermando la possibilità di erogarlo insieme alla retribuzione mensile. Si tratta di un passaggio tecnico importante per la gestione delle paghe stagionali e per la prevedibilità dei costi aziendali.
Sul fronte del welfare contrattuale, l’accordo rafforza le tutele per i lavoratori in condizioni di particolare fragilità. La sperimentazione 2027-2029 prevede, attraverso il FISA, un’indennità una tantum per gli operai a tempo determinato con almeno 100 giornate nell’anno precedente colpiti da patologie oncologiche o sottoposti a grandi interventi chirurgici. Per i lavoratori a tempo indeterminato una tutela analoga sarà prevista tramite EBAN.
Il contratto introduce misure specifiche anche per i lavoratori stranieri, ormai essenziali in molte aree produttive agricole. Sono previste 4 ore annue di permesso retribuito, frazionabili in un minimo di due ore, per le pratiche relative al permesso di soggiorno. È inoltre prevista la possibilità di cumulare ferie, permessi e banca ore per agevolare il rientro nel Paese d’origine, con modalità demandate ai contratti provinciali.
Giusto salario e aggiornamento per il verde
Il nuovo articolo 50-bis definisce i criteri per il Trattamento Economico Complessivo, riferimento per la determinazione del cosiddetto “giusto salario” previsto dal decreto-legge 1° maggio, DL 62/2026. Viene aggiornata anche la disciplina dei contratti provinciali di lavoro, con un termine per la redazione dei testi coordinati e delle tabelle da trasmettere alle amministrazioni competenti.
Le parti si sono impegnate a completare la stesura del testo coordinato del nuovo CCNL entro il 31 ottobre 2026. L’accordo aggiorna inoltre l’Allegato n. 2 relativo alle imprese di manutenzione, sistemazione e creazione del verde, includendo attività svolte su aree verdi pubbliche e private, imboschimento, sistemazione idraulica e del territorio.
Il rinnovo del contratto combina adeguamento salariale, strumenti per programmare meglio il lavoro e nuove tutele sociali. Per le imprese agricole e florovivaistiche, il banco di prova sarà ora l’applicazione concreta delle regole nei momenti più delicati delle campagne, quando disponibilità di manodopera, organizzazione dei turni e continuità produttiva diventano decisivi.
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Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.