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Genova, scuola del mare per la Blue Economy

09/05/2026

Genova, scuola del mare per la Blue Economy

Una giornata dedicata alla Blue Economy e alla tutela del patrimonio marino ha accompagnato a Genova l’arrivo di Nave Amerigo Vespucci, con un programma promosso dal Comune, partner istituzionale della tappa, in collaborazione con il Genova Blue District. Al Villaggio IN Italia, sulla banchina dei Magazzini del Cotone, istituzioni, imprese e realtà formative si sono confrontate sulle economie del mare, sui fabbisogni professionali e sulle nuove competenze richieste dal settore portuale, nautico e navale.

La sindaca Silvia Salis è intervenuta all’incontro “Costruire competenze nella Blue Economy: una riflessione sui fabbisogni formativi e sul reclutamento delle risorse umane”, insieme a Paolo Fasce dell’Istituto Nautico San Giorgio, Giovanni Costaguta di Genova For Yachting ed Egidio Massone di Genova Industrie Navali. Il confronto ha messo al centro il rapporto tra formazione, lavoro e sviluppo economico in una città nella quale il porto continua a rappresentare una delle principali infrastrutture produttive e identitarie.

La sindaca Salis: “Il porto è il polmone blu della città”

Nel suo intervento, Salis ha definito il porto il “polmone blu” di Genova, richiamandone il ruolo nella storia, nel presente e soprattutto nel futuro della città. Il settore marittimo, secondo la sindaca, rappresenta una leva decisiva per i giovani che vogliono costruire un percorso professionale a Genova e per chi cerca nuove opportunità di lavoro in ambiti ad alta domanda di competenze.

Da questa esigenza nasce il percorso avviato dall’amministrazione comunale per l’apertura della Scuola delle professioni del mare e della Blue Economy. L’obiettivo è offrire una risposta concreta alla richiesta di manodopera qualificata che arriva dal porto e dal suo indotto, costruendo un canale diretto tra formazione, imprese e nuove professionalità.

Una scuola per giovani e lavoratori in cerca di nuove competenze

La nuova scuola, nelle intenzioni del Comune, non sarà rivolta soltanto ai giovani in ingresso nel mondo del lavoro. Il progetto guarda anche a chi ha la necessità o la volontà di maturare una nuova professionalità, cambiare occupazione o rientrare nel mercato con competenze aggiornate.

La Blue Economy comprende attività molto diverse, dalla logistica portuale alla cantieristica, dalla nautica ai servizi collegati, fino all’innovazione tecnologica applicata all’ambiente marino. Per questo l’amministrazione intende condividere il percorso con gli operatori del mondo nautico e navale, raccogliendo esigenze reali e trasformandole in percorsi formativi coerenti con la domanda del sistema produttivo.

Formazione, imprese e aree produttive da rigenerare

Salis ha collegato il progetto della scuola anche alle politiche di sviluppo economico e attrazione degli investimenti. La formazione di competenze specialistiche viene infatti considerata un fattore decisivo per favorire l’insediamento di nuove imprese e accompagnare la crescita di quelle già presenti sul territorio.

Nel corso dell’intervento, la sindaca ha ricordato anche la delibera approvata dalla giunta comunale che individua circa trenta aree produttive dismesse o sottoutilizzate in città. Questi spazi potrebbero diventare oggetto di investimenti privati, anche con destinazioni d’uso temporanee e attraverso gli incentivi economici legati alla rigenerazione urbana.

Clima, biodiversità e innovazione tecnologica

La giornata dedicata alla Blue Economy non si è limitata al tema del lavoro. In precedenza si era svolto il panel “Cambiamento climatico e biodiversità”, con un confronto tra esperti sullo stato dei mari e sul legame tra tutela ambientale, ricerca scientifica e missioni storiche di Nave Amerigo Vespucci.

Un ulteriore focus ha riguardato l’innovazione tecnologica e l’ecorobotica, con particolare attenzione ai risultati dell’ecosistema RAISE nel monitoraggio ambientale. Il programma ha così intrecciato economia del mare, protezione degli ecosistemi, competenze professionali e innovazione, confermando il ruolo di Genova come città portuale chiamata a governare la transizione del settore marittimo.

L’iniziativa al Villaggio IN Italia ha mostrato come il futuro della Blue Economy passi dalla capacità di costruire reti tra istituzioni, scuole, imprese e ricerca. Per Genova, il mare resta una piattaforma economica e culturale decisiva, ma anche un campo nel quale formare nuove competenze, attrarre investimenti e rafforzare il legame tra città, porto e giovani generazioni.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.