Terremoto tra Toscana e Liguria, verifiche in corso nello Spezzino
26/03/2026
La terra ha tremato nella mattinata di mercoledì 25 marzo tra Toscana e Liguria, con una scossa di terremoto che ha avuto come epicentro Fosdinovo, nell’area compresa tra le province di Massa-Carrara e La Spezia. Secondo quanto rilevato dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, la magnitudo stimata è compresa tra 3.9 e 4.4. Il sisma è stato avvertito distintamente anche in territorio ligure, in particolare nello Spezzino, dove l’attenzione si è concentrata fin dai primi minuti successivi all’evento.
La risposta della macchina dei soccorsi è stata immediata. La sala operativa della Protezione civile della Regione Liguria si è attivata subito dopo la segnalazione, avviando una serie di verifiche e contattando sia i comuni collocati entro un raggio di 20 chilometri dall’epicentro sia i Vigili del fuoco, per raccogliere elementi utili sulla situazione e predisporre gli accertamenti necessari sul territorio.
Verifiche immediate nei comuni dello Spezzino
Al momento, secondo quanto comunicato, non si registrano conseguenze legate all’evento sismico. Un dato rassicurante, che però non ha ridotto il livello di prudenza adottato dalle amministrazioni locali e dagli organismi di protezione civile. In situazioni di questo tipo, infatti, la fase dei controlli rappresenta il passaggio più delicato, soprattutto quando la scossa viene percepita in modo netto dalla popolazione e interessa un’area con numerosi edifici pubblici, scuole e strutture sensibili.
I sopralluoghi sono stati avviati nei comuni di Castelnuovo Magra, Sarzana, Arcola, Ameglia, Bolano, Vezzano Ligure, Lerici, Calice al Cornoviglio, La Spezia e Riccò del Golfo, dove tecnici e operatori stanno effettuando verifiche sugli edifici pubblici. In diversi casi, per ragioni strettamente precauzionali, è stata disposta l’evacuazione delle scuole, così da consentire controlli strutturali più approfonditi senza esporre studenti, personale scolastico e famiglie a rischi inutili.
Scuole evacuate in via precauzionale
La decisione di far uscire gli studenti dagli edifici scolastici si inserisce in una procedura ben definita, che in presenza di una scossa percepita con chiarezza privilegia la prevenzione rispetto a qualsiasi altra valutazione. Non è un segnale di allarme aggravato, ma una misura di cautela che permette di compiere ispezioni tecniche con rapidità e ordine, evitando che un controllo successivo debba essere svolto in condizioni più complesse.
La scelta conferma, inoltre, l’attenzione posta dagli enti locali nella gestione dell’emergenza. Anche in assenza di danni evidenti o di criticità già accertate, la verifica delle scuole e degli immobili pubblici resta uno dei primi passaggi operativi, proprio perché riguarda luoghi quotidianamente frequentati da centinaia di persone.
Monitoraggio esteso anche ad altri sindaci del territorio
Oltre ai comuni già coinvolti nei sopralluoghi, la Protezione civile ha contattato anche i sindaci di Ortonovo, Santo Stefano di Magra, Follo, Portovenere e Beverino, allargando così il monitoraggio a un’area più ampia rispetto a quella immediatamente vicina all’epicentro. L’obiettivo è raccogliere segnalazioni, verificare eventuali criticità locali e mantenere un quadro aggiornato dell’intera situazione territoriale.
Il sisma, pur non avendo prodotto al momento conseguenze segnalate, ha riacceso l’attenzione su una fascia geografica dove la percezione del rischio resta molto sensibile. Proprio per questo il monitoraggio proseguirà anche nelle prossime ore, con ulteriori controlli e aggiornamenti da parte degli enti competenti. La priorità, in questa fase, resta quella di accertare con precisione le condizioni degli edifici e offrire ai cittadini informazioni puntuali, evitando sia sottovalutazioni sia allarmismi inutili.
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