Sanità in Liguria: diminuisce la mobilità passiva secondo il report Gimbe
05/03/2026
La Liguria registra un segnale positivo sul fronte della mobilità sanitaria. Secondo i dati diffusi dalla Fondazione Gimbe nel report sulla mobilità sanitaria interregionale, nel 2023 la cosiddetta mobilità passiva – cioè i costi sostenuti dalla Regione per le cure ricevute dai cittadini liguri in altre regioni – si è ridotta di circa 260 mila euro rispetto all’anno precedente.
Il dato è stato presentato in occasione dell’apertura ufficiale dell’anno dedicato al trentennale di attività della fondazione e viene interpretato come un primo indicatore di miglioramento nella capacità del sistema sanitario regionale di trattenere i pazienti all’interno del proprio territorio.
Nicolò: “Risultati che confermano il lavoro avviato”
A commentare i dati è l’assessore regionale alla Sanità Massimo Nicolò, che sottolinea come il risultato sia legato alle politiche avviate dalla Regione per rafforzare l’offerta sanitaria locale.
“Questi dati premiano il lavoro che stiamo portando avanti sul fronte della mobilità sanitaria – afferma Nicolò –. Nel 2025 abbiamo già varato un Piano da 68 milioni di euro con l’obiettivo di ridurre la mobilità passiva e rendere le cure sempre più accessibili e di qualità”.
Ridurre le cosiddette fughe sanitarie significa permettere ai cittadini di ricevere assistenza vicino alla propria residenza, evitando viaggi spesso costosi e complessi verso altre regioni. Allo stesso tempo, secondo l’assessorato, il rafforzamento dell’offerta sanitaria regionale consente di valorizzare le strutture e le professionalità presenti sul territorio ligure.
Il piano regionale da 68 milioni di euro
Il programma avviato dalla Regione punta su diverse azioni organizzative e strutturali. Tra gli interventi previsti figura il potenziamento dell’attività nelle strutture pubbliche, accompagnato da una riorganizzazione delle liste d’attesa.
Un altro elemento centrale riguarda la presa in carico più tempestiva e strutturata dei pazienti, con l’obiettivo di ridurre i tempi di risposta del sistema sanitario e limitare il ricorso alle strutture di altre regioni.
L’intenzione dell’amministrazione regionale è costruire un sistema sanitario capace di offrire prestazioni adeguate direttamente sul territorio, rafforzando la fiducia dei cittadini nelle strutture locali.
Il ruolo delle strutture private accreditate
Nel quadro del sistema sanitario ligure continua ad avere un ruolo anche il privato accreditato, che in Liguria rappresenta meno del 7% delle prestazioni ospedaliere complessive. Si tratta di una percentuale tra le più basse a livello nazionale.
Secondo l’assessore Nicolò, il coinvolgimento di queste strutture non rappresenta un elemento critico ma uno strumento integrativo del servizio pubblico. Le strutture private accreditate operano infatti per conto del Servizio sanitario regionale e le prestazioni erogate non comportano costi aggiuntivi per i cittadini.
In molti casi queste realtà contribuiscono anche all’erogazione di prestazioni ad alta complessità, ampliando la capacità complessiva del sistema sanitario regionale.
L’obiettivo dichiarato dalla Regione resta quello di costruire un sistema sanitario sempre più vicino ai cittadini, capace di rispondere con rapidità alle esigenze di cura e di ridurre progressivamente la necessità di ricorrere a servizi sanitari fuori dal territorio ligure.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to