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Rivi Rovare e Noce, il Comune di Genova accelera: sbloccati 31 milioni per la sicurezza idraulica

08/04/2026

Rivi Rovare e Noce, il Comune di Genova accelera: sbloccati 31 milioni per la sicurezza idraulica

Il Comune di Genova imprime un’accelerazione a uno dei dossier più sensibili per la tenuta del territorio cittadino, riportando al centro dell’azione amministrativa la messa in sicurezza idraulica dei rivi Rovare e Noce. Sul tavolo ci sono 31 milioni di euro rimasti fermi dal 2022 e ora finalmente destinati a tradursi in un percorso operativo che punta a riattivare due interventi attesi da anni, considerati decisivi per la protezione di San Fruttuoso, della Val Bisagno e di un’ampia parte della città esposta al rischio di allagamenti.

A rivendicare il ruolo propulsivo di Palazzo Tursi è l’assessore ai Lavori pubblici, Opere strategiche e infrastrutturali e Protezione civile, Massimo Ferrante, che collega lo sblocco delle risorse a un lavoro avviato sin dall’inizio del mandato amministrativo. Nelle sue parole emerge un’impostazione precisa: l’obiettivo politico non è soltanto recuperare finanziamenti già stanziati, ma trasformare una lunga fase di stallo in una macchina amministrativa capace di far ripartire opere giudicate essenziali per la sicurezza idrogeologica urbana.

Fondi recuperati e iter riattivato dopo anni di immobilismo

Il passaggio più rilevante riguarda proprio la rimessa in circolo dei fondi regionali, rimasti bloccati per quattro anni. Il Comune attribuisce alla collaborazione tra la direzione comunale Opere Idrauliche e gli uffici tecnici della Regione Liguria il risultato che ha consentito di allocare finalmente le risorse. È un elemento politico e amministrativo insieme, perché restituisce l’idea di una regia istituzionale che prova a superare una paralisi ormai divenuta difficilmente sostenibile, specie alla luce della fragilità del territorio genovese.

Per il rio Rovare, il cronoprogramma è già stato tracciato con una scadenza indicata in modo netto: l’intenzione dell’amministrazione è arrivare alla gara entro il 31 dicembre 2026. Un obiettivo ambizioso, che richiede però una rapida ricostruzione dell’intero iter tecnico-amministrativo, anche alla luce del tempo trascorso dall’ultima definizione progettuale. Il decreto di avvalimento da parte del Commissario di Governo, trasmesso al Comune pochi giorni fa, rappresenta il passaggio che consente di entrare concretamente nella fase operativa.

Ferrante ha chiarito che, per quanto riguarda il Rovare, sarà necessario procedere con l’aggiornamento degli elaborati progettuali secondo il nuovo Codice degli Appalti, passaggio indispensabile per ottenere la Valutazione di Impatto Ambientale da parte della Regione Liguria. A seguire dovrà essere indetta la Conferenza dei Servizi per l’approvazione del nuovo progetto esecutivo, con il conseguente avvio della procedura espropriativa. Poi arriveranno l’aggiornamento del quadro economico, la verifica e la validazione del progetto, fino alla pubblicazione della gara. Una sequenza complessa, ma finalmente ricondotta dentro un percorso definito.

Il rio Noce richiederà tempi più lunghi, ma resta una priorità

Più articolata appare la situazione del rio Noce, per il quale la procedura di appalto dovrebbe arrivare in un momento successivo rispetto a quella del Rovare. Il motivo, ha spiegato l’assessore, sta nella maggiore complessità del tracciato autorizzativo e progettuale. Qui pesano soprattutto la necessità di acquisire numerose aree attraverso espropri o servitù e la presenza di interferenze significative con le utenze collocate nel sottosuolo, elementi che rendono il cantiere più delicato sotto il profilo tecnico e più lungo sotto quello amministrativo.

Non cambia, però, la rilevanza strategica delle due opere. Il punto centrale, sottolineato dal Comune, è che si tratta di interventi attesi da tempo e indispensabili per ridurre il rischio di eventi che continuano a colpire ciclicamente il territorio, provocando danni ingenti a residenti, attività commerciali e infrastrutture. Il riferimento all’allagamento del 1° settembre 2025 non è casuale: serve a collocare il tema dentro una dimensione concreta, fatta di conseguenze già sperimentate e di ritardi che, secondo l’amministrazione, hanno avuto un costo reale per la città.

La messa in sicurezza dei rivi Rovare e Noce assume così un significato che va oltre il perimetro dell’opera pubblica. Riguarda il rapporto tra programmazione e prevenzione, tra capacità di spesa e tutela del territorio, tra decisione politica e risposta amministrativa. Il messaggio che il Comune intende far passare è chiaro: Genova non può permettersi di lasciare inattivi interventi di questa portata in un contesto segnato da una vulnerabilità idrogeologica storica. La riattivazione dei finanziamenti e la ripresa dell’iter vengono presentate come una scelta di priorità, prima ancora che come un risultato tecnico.

Su questo terreno si misurerà una parte importante della credibilità dell’amministrazione. Perché se è vero che il recupero delle risorse segna una svolta attesa, sarà la capacità di tradurre gli atti in cantieri, e i cantieri in protezione effettiva del territorio, a determinare il valore concreto di questa accelerazione. Per San Fruttuoso, per la Val Bisagno e per l’intera città, la differenza tra una procedura riaperta e un’opera conclusa coincide con la possibilità di affrontare le piogge più intense con un livello di sicurezza finalmente adeguato.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.