PNRR Parco Agrisolare, nuovo bando da 789 milioni: domande al via dal 10 marzo
02/03/2026
Il Ministero dell’Agricoltura ha pubblicato il 23 febbraio 2026 il nuovo Avviso pubblico relativo alla misura PNRR “Parco Agrisolare” (M2C1-I4), approvando il Regolamento operativo che disciplina modalità e termini per la presentazione delle domande. La dotazione finanziaria ammonta a 789 milioni di euro e punta a sostenere la realizzazione di impianti fotovoltaici sui fabbricati a uso produttivo nei settori agricolo, zootecnico e agroindustriale.
L’intervento si inserisce nel quadro della transizione energetica del comparto primario, con l’obiettivo di aumentare l’autoproduzione da fonti rinnovabili, ridurre i costi energetici delle imprese e preservare il suolo agricolo, privilegiando l’installazione sui tetti di stalle, cantine, magazzini e serre.
Chi può accedere e come presentare domanda
Possono accedere alle risorse gli imprenditori agricoli, in forma individuale o societaria, le imprese agroindustriali, le cooperative agricole e i loro consorzi, anche costituiti in forma aggregata, come previsto dal Decreto ministeriale n. 681806 del 17 dicembre 2025.
Le domande dovranno essere presentate esclusivamente tramite la piattaforma informatica del GSE (Gestore dei Servizi Energetici), a partire dalle ore 12:00 del 10 marzo 2026 e fino alle ore 12:00 del 9 aprile 2026. Si tratta di una procedura a sportello: le agevolazioni saranno concesse fino a esaurimento delle risorse disponibili.
La spesa massima ammissibile per ciascun beneficiario non può superare 2,26 milioni di euro.
L’intensità dell’aiuto pubblico varia in base alla tipologia di impresa e di intervento. Per le imprese agricole in senso stretto e per quelle di trasformazione agroindustriale, il contributo copre l’80% della spesa ammissibile. L’aliquota scende al 30% per le imprese che trasformano prodotti agricoli in non agricoli e per gli impianti che superano il fabbisogno di autoconsumo.
Criteri di priorità e ripartizione delle risorse
Oltre al criterio cronologico di presentazione, il Regolamento introduce specifiche priorità. Saranno favoriti, tra gli altri, i progetti non finanziati nei precedenti avvisi o per i quali sia stata formalizzata rinuncia prima del 24 febbraio 2026; le iniziative localizzate nelle regioni del Mezzogiorno, alle quali è riservato il 40% delle risorse; le imprese iscritte alla Rete agricola di qualità; i progetti che impiegano moduli fotovoltaici iscritti al Registro ENEA nelle categorie B o C e che garantiscono elevati standard di efficienza.
Le risorse sono suddivise per categoria: 473 milioni destinati alla produzione agricola primaria; 150 milioni alla trasformazione di prodotti agricoli; 10 milioni alla trasformazione in prodotti non agricoli; 140 milioni alla produzione primaria senza vincolo di autoconsumo. Le imprese agricole possono concorrere alternativamente per una sola delle linee a loro dedicate.
Una misura che vale 3,15 miliardi
Il nuovo bando si inserisce in un percorso di rafforzamento progressivo della misura, che ha portato la dotazione complessiva del Parco Agrisolare a 3,15 miliardi di euro, rispetto agli 1,5 miliardi iniziali. Con i fondi già assegnati – pari a 2,35 miliardi – sono stati finanziati oltre 23mila progetti, superando ampiamente il target iniziale di potenza installata: da 375 MW previsti si è arrivati a oltre 1.500 MW.
Per il settore agricolo l’impatto è significativo: la potenza installata è cresciuta del 47,7% rispetto ai livelli precedenti; in alcune regioni del Sud l’incremento è stato ancora più marcato, con Campania (+120%), Molise (+112%) e Puglia (+76%) in testa. Oltre 15mila imprese hanno già completato gli investimenti, installando circa 1.000 MW.
Il nuovo stanziamento da 789 milioni potrebbe sostenere tra 4mila e 6mila ulteriori progetti. L’installazione sui tetti dei fabbricati rurali evita il consumo di suolo agricolo: qualora gli impianti fossero stati collocati a terra, sarebbe stato necessario destinare circa 3mila ettari a uso energetico.
Accanto al fotovoltaico, la misura finanzia interventi complementari: la rimozione di oltre 3,6 milioni di metri quadrati di amianto, l’installazione di più di 17mila sistemi di accumulo per una capacità complessiva di 721 MW – pari al 7,9% della capacità nazionale registrata nel 2024 – oltre a opere di coibentazione e infrastrutture di ricarica.
Il Parco Agrisolare si conferma così uno degli strumenti più incisivi per accompagnare la modernizzazione energetica dell’agricoltura italiana, con effetti che si misurano non solo in termini ambientali ma anche di competitività e resilienza delle imprese.
Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.