Immigrazione irregolare, 15 arresti tra Italia e Francia: smantellata rete attiva al confine di Ventimiglia
18/02/2026
Un’operazione congiunta tra Italia e Francia ha portato all’esecuzione di 15 provvedimenti restrittivi nei confronti di altrettanti soggetti indagati, a vario titolo, per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Gli interventi sono stati eseguiti a partire dal pomeriggio di lunedì 16 febbraio nelle province di Imperia, Torino e L’Aquila, nonché nelle aree francesi di Marsiglia, Nantes e Nizza. Nove destinatari sono stati rintracciati in Italia, sei in territorio francese.
I provvedimenti sono stati emessi dalle Autorità giudiziarie dei due Paesi. L’impianto accusatorio ha trovato riscontro nella decisione del Giudice per le indagini preliminari che, al termine dell’udienza di convalida, ha disposto per la maggior parte degli indagati la custodia cautelare in carcere e, per uno di essi, l’obbligo di dimora.
L’indagine e la cooperazione italo-francese
L’operazione rappresenta uno sviluppo di un’indagine più ampia avviata nel giugno 2025 nell’ambito di una Squadra investigativa comune italo-francese, coordinata dalla Procura della Repubblica di Imperia e dalla Procure de la République di Nizza. L’inchiesta ha riguardato un gruppo di soggetti, prevalentemente di origine centroafricana, attivi tra Italia e Francia, accusati di aver organizzato il passaggio di migranti irregolari oltreconfine, anche minorenni, attraverso la frontiera di Ventimiglia.
Sul versante italiano hanno operato la Squadra mobile della Questura di Imperia, il Settore Polizia di Frontiera di Ventimiglia e il Servizio centrale operativo, con il supporto delle Squadre mobili di Torino e L’Aquila e dei Commissariati di Sanremo e Ventimiglia. Per la parte francese ha proceduto l’OLTIM di Nizza. Alla Squadra investigativa comune ha partecipato anche l’Unità di Ricerca Operativa (URO), gruppo misto con sede presso il Commissariato di Ventimiglia, attivo dal febbraio 2025 e composto da personale dei due Paesi, specializzato nel contrasto all’immigrazione irregolare lungo il confine.
Oltre 200 episodi documentati e un vero “prezziario” del passaggio
Le indagini hanno consentito di ricostruire oltre 200 episodi di favoreggiamento lungo la frontiera. I migranti sarebbero stati trasportati prevalentemente in auto, su treni o autobus di linea; in diversi casi, agli stessi sarebbero stati forniti documenti contraffatti, biglietti di viaggio, abiti nuovi e indicazioni dettagliate per eludere i controlli e confondersi tra i pendolari.
In alcune circostanze, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, ai migranti sarebbe stato suggerito di nascondersi nel vano di collegamento tra i vagoni ferroviari, con evidenti rischi per la loro incolumità. In altre occasioni, gli indagati avrebbero agito durante le ore notturne presso l’autoporto di Ventimiglia, violando i sigilli di camion diretti in Francia e in altri Paesi europei per introdurvi clandestinamente le persone, esponendole a pericoli quali asfissia, schiacciamento o disidratazione.
Uno dei soggetti monitorati in Italia è stato arrestato in flagranza in territorio francese subito dopo aver accompagnato un minorenne oltreconfine. Nel corso dell’operazione, una squadra mista ha sequestrato 13.400 euro in contanti nella disponibilità di uno degli indagati, somma ritenuta provento dell’attività illecita.
Le investigazioni hanno inoltre accertato l’esistenza di un tariffario variabile in base alla modalità di attraversamento: 300 euro per il trasporto in auto o taxi, ritenuto più sicuro; 100 euro per il viaggio clandestino su mezzi pesanti; tra 70 e 100 euro per treno o autobus, con documenti falsi e abiti nuovi; 50 euro per il passaggio a piedi lungo percorsi impervi tra Ventimiglia e Mentone. I pagamenti sarebbero avvenuti in contanti o tramite circuiti bancari italiani ed esteri, con ricariche su carte prepagate o bonifici su conti riconducibili ai trafficanti.
L’inchiesta ha documentato contatti con persone residenti in diverse città italiane — tra cui Roma, Milano, Torino, Bologna, Genova, Catania, Cuneo e Lampedusa — e in vari Paesi europei, dal Regno Unito alla Germania, dalla Spagna al Lussemburgo. I migranti coinvolti provenivano in prevalenza dal Maghreb e dal Corno d’Africa ed erano diretti principalmente verso Francia, Spagna, Germania, Lussemburgo e Regno Unito.
L’operazione si inserisce in una strategia congiunta di contrasto all’immigrazione irregolare lungo il confine italo-francese e costituisce il primo risultato operativo dell’Unità di Ricerca Operativa, rafforzando la cooperazione giudiziaria e di polizia tra i due Stati.
Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to