Genova, nasce l’Ufficio LGBTQIA+: un tavolo permanente sui diritti e nuove politiche inclusive
05/04/2026
Il Comune di Genova istituisce per la prima volta un Ufficio LGBTQIA+, una struttura pensata per coordinare e orientare le politiche pubbliche legate ai diritti, al contrasto delle discriminazioni e alla promozione dell’inclusione. La presentazione ufficiale si è svolta alla presenza della sindaca Silvia Salis, dell’assessora alle Pari opportunità Rita Bruzzone e dell’avvocata Ilaria Gibelli, che seguirà da vicino lo sviluppo delle attività.
Non un semplice sportello, ma uno strumento operativo con una funzione precisa: mettere in relazione istituzioni, associazioni e territorio, raccogliendo bisogni e costruendo risposte attraverso politiche strutturate. L’impostazione scelta punta a superare interventi frammentari, favorendo un approccio trasversale che coinvolga diversi ambiti dell’amministrazione.
Un coordinamento stabile tra istituzioni e territorio
Tra i compiti principali del nuovo ufficio emerge la volontà di costruire un dialogo continuo e strutturato con le realtà attive sul territorio. Associazioni, movimenti e soggetti impegnati nella tutela dei diritti saranno coinvolti in un confronto permanente, con l’obiettivo di rafforzare le sinergie e valorizzare esperienze già consolidate.
In questa direzione si inserisce l’attivazione di un tavolo permanente sui diritti, che rappresenterà uno spazio di lavoro condiviso tra istituzioni e società civile. Il tavolo coinvolgerà realtà impegnate sia nella tutela delle persone LGBTQIA+ sia nelle politiche di genere, con una visione che tiene conto anche delle diverse forme di discriminazione riconosciute a livello costituzionale e comunitario.
Il Comune ha inoltre riattivato la partecipazione alla Rete Re.A.DY, network nazionale di enti locali impegnati nella prevenzione e nel contrasto delle discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere. Una scelta che consente di inserire l’azione amministrativa in un contesto più ampio, favorendo scambio di buone pratiche e progettualità condivise.
Formazione, inclusione e nuovi strumenti amministrativi
Una parte rilevante del lavoro riguarderà la formazione del personale comunale, con percorsi dedicati in particolare a scuole, servizi sociali e Polizia Locale. L’obiettivo è migliorare la capacità di accoglienza e di risposta nei confronti di situazioni legate a violenza di genere e discriminazioni, intervenendo anche sul piano culturale e organizzativo.
Tra le iniziative in fase di sviluppo rientra anche l’introduzione dell’identità Alias per il personale comunale e delle aziende partecipate, uno strumento amministrativo che consente alle persone in transizione di genere o che non si riconoscono nel sesso assegnato alla nascita di utilizzare un nome d’elezione nei contesti interni all’ente.
L’ufficio lavorerà inoltre in sinergia con i diversi assessorati per intercettare bandi nazionali ed europei, con l’obiettivo di finanziare progetti dedicati alla formazione, alla sensibilizzazione e al rafforzamento dei servizi. Sono già in corso collaborazioni con l’Unar (Ufficio nazionale Antidiscriminazioni Razziali) e con le associazioni del territorio.
Progetti futuri e sostegno alle persone più fragili
Tra le priorità individuate figura la promozione di strutture dedicate, come una casa di accoglienza per giovani LGBTQIA+ e centri antiviolenza inclusivi, pensati per rispondere alle esigenze delle persone più esposte a situazioni di vulnerabilità. La realizzazione di questi progetti sarà legata alla capacità di attrarre risorse attraverso bandi e finanziamenti specifici.
Parallelamente, l’amministrazione guarda anche a iniziative culturali e di sensibilizzazione. È in fase di progettazione un festival musicale dedicato alla valorizzazione degli artisti LGBTQIA+, mentre con l’assessorato all’Urbanistica si lavora alla creazione di un Atlante di Genere della città, strumento utile a leggere gli spazi urbani attraverso una prospettiva inclusiva.
Un primo appuntamento pubblico è già in calendario: il 16 maggio si terrà un convegno organizzato insieme alla Rete Re.A.DY, in occasione della Giornata internazionale contro l’omolesbobitransfobia. Una data che richiama il 17 maggio 1990, quando l’Organizzazione mondiale della sanità eliminò l’omosessualità dalla classificazione delle malattie mentali.
L’istituzione dell’Ufficio LGBTQIA+ segna per il Comune di Genova l’avvio di una fase in cui il tema dei diritti viene integrato stabilmente nelle politiche pubbliche, con l’intenzione di tradurre principi e valori in strumenti concreti, capaci di incidere nella vita quotidiana della città.
Articolo Precedente
Pasqua in Liguria, Case della Comunità aperte: tutti gli orari Asl per Asl
Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to