Genova, il Comune punta sulla depavimentazione: il verde entra nel PUC come infrastruttura ecosistemica
29/03/2026
Genova compie un passo politico e urbanistico rilevante nella direzione della sostenibilità ambientale. La giunta comunale ha approvato, su proposta dell’assessora a Urbanistica, Verde urbano e Smart City Francesca Coppola, una delibera che introduce nel Piano Urbanistico Comunale una nuova impostazione del rapporto tra città, suolo e verde, riconoscendo questi elementi non più come componenti accessorie dello spazio urbano, ma come vere e proprie infrastrutture ecosistemiche capaci di incidere sulla salute, sul benessere e sulla sicurezza del territorio.
Il provvedimento assume come principio guida l’azzeramento del consumo di suolo, riconoscendo il terreno come una risorsa non rinnovabile e parte integrante degli ecosistemi terrestri. È dentro questa cornice che si inserisce la volontà dell’amministrazione di favorire, negli interventi edilizi pubblici e privati, azioni di depavimentazione, cioè la rimozione di superfici impermeabili per sostituirle con aree verdi, alberature e terreni permeabili, in una logica che lega in modo sempre più stretto pianificazione urbanistica e adattamento climatico.
Il suolo e il verde diventano elementi strutturali della pianificazione
La delibera introduce in modo esplicito un cambiamento di approccio che punta a incidere sulle Norme Generali del PUC. Il suolo viene definito come una risorsa non rinnovabile, mentre il verde viene riconosciuto come infrastruttura ambientale, climatica e sociale, cioè come parte essenziale della qualità urbana, della salute pubblica e della protezione del territorio. Non si tratta quindi soltanto di una scelta lessicale, ma di una modifica che intende spostare il baricentro delle politiche urbane verso una visione più strutturale della sostenibilità.
Nelle parole dell’assessora Coppola, il provvedimento rappresenta un primo passo concreto per integrare le politiche climatiche e ambientali all’interno dello strumento urbanistico, superando la logica degli interventi episodici. Il punto centrale è proprio questo: passare da azioni isolate e frammentarie a una strategia che renda il verde e la permeabilità del suolo elementi stabili della progettazione urbana.
Depaving, rain garden e verde di prossimità tra gli interventi incentivati
Sul piano operativo, la delibera amplia l’ambito degli interventi di riqualificazione ambientale che possono beneficiare di una riduzione del contributo di costruzione pari al 10%. Tra questi vengono inseriti la depavimentazione, i rain garden e il cosiddetto verde di prossimità, inteso come spazi liberamente fruibili destinati alla sosta e al relax. L’obiettivo è rendere concretamente conveniente, anche dal punto di vista economico, la scelta di interventi che migliorano la capacità del tessuto urbano di assorbire acqua, ridurre il calore e offrire spazi pubblici più vivibili.
La delibera prevede inoltre che, in caso di demolizione di edifici esistenti, possano essere accantonati metri quadrati nel registro dei crediti edilizi anche quando l’intervento comprenda opere di depavimentazione, deimpermeabilizzazione e rinaturalizzazione dei sedimi. In questo modo, la trasformazione di superfici impermeabili in aree verdi o permeabili entra tra i meccanismi che possono incidere direttamente sulle scelte progettuali e sugli equilibri urbanistici.
Nuovi strumenti per rinaturalizzare anche spazi pubblici
Un altro punto significativo del provvedimento riguarda la possibilità di utilizzare strumenti come la perequazione e l’alternativa alla monetizzazione per realizzare interventi di rinaturalizzazione anche su aree pubbliche. La depavimentazione viene infatti inserita tra gli interventi che possono essere proposti in alternativa alla monetizzazione delle aree a standard dovute per legge. È una scelta che amplia il raggio di azione delle trasformazioni ambientali, consentendo di portare gli effetti della nuova impostazione anche fuori dal singolo lotto edilizio.
L’intenzione dell’amministrazione è quella di promuovere una progettazione del verde più resiliente e diversificata, capace di aumentare la permeabilità urbana e contribuire sia alla mitigazione degli effetti dei cambiamenti climatici sia al miglioramento complessivo dello spazio cittadino. In una città come Genova, dove la conformazione del territorio impone grande attenzione al tema dell’acqua, del rischio idrogeologico e della qualità degli spazi pubblici, il provvedimento assume un significato che va oltre la sola pianificazione edilizia.
Ora la delibera passa in commissione e in Consiglio comunale
L’obiettivo finale dichiarato è quello di massimizzare il ricorso alla depavimentazione e alla realizzazione di aree verdi ad alta permeabilità, riconoscendo il contributo del verde urbano alla salute pubblica, alla qualità della vita e alla sicurezza territoriale. La delibera proseguirà ora il suo iter in Commissione consiliare e successivamente approderà in Consiglio comunale, dove sarà chiamata a tradursi in un passaggio normativo più compiuto.
Il segnale politico, intanto, è già chiaro: Genova prova a inserire in modo strutturale dentro il proprio strumento urbanistico il tema della tutela del suolo e della rinaturalizzazione degli spazi urbani. Una scelta che, se confermata nei passaggi successivi, potrebbe incidere concretamente sul modo in cui verranno progettati gli interventi futuri, spostando l’attenzione dalla sola edificazione alla qualità ecologica e sociale della città.
Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to