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Città Metropolitana di Genova, aggiornato il regolamento sull’I.P.T.: più tutele e meno burocrazia

21/02/2026

Città Metropolitana di Genova, aggiornato il regolamento sull’I.P.T.: più tutele e meno burocrazia

Il Consiglio della Città Metropolitana di Genova, nella seduta di mercoledì 18 febbraio, ha approvato all’unanimità l’aggiornamento del Regolamento metropolitano sull’Imposta Provinciale di Trascrizione (I.P.T.). Il provvedimento rafforza la tutela delle persone con disabilità, recepisce integralmente la riforma del Terzo Settore e introduce misure di semplificazione amministrativa.

La proposta, illustrata dal consigliere metropolitano Stefano Damonte, delegato a Bilancio, Patrimonio, Società partecipate e Affari legali, si articola su quattro direttrici: centralità dell’utente, tutela concreta della disabilità, allineamento alla normativa nazionale sul Terzo Settore e snellimento delle procedure.

Centralità dell’utente e confronto con il territorio

Il nuovo testo regolamentare è il risultato di un percorso partecipativo che ha coinvolto ACI-PRA, la Consulta per la disabilità, ANGLAT, operatori della mobilità e associazioni di categoria. Il confronto ha consentito di individuare criticità operative e di intervenire per rimuovere ostacoli burocratici, ponendo la persona al centro dell’azione amministrativa.

Rafforzate le garanzie per le persone con disabilità

Elemento qualificante dell’aggiornamento è l’ampliamento delle tutele per le persone con disabilità, con interventi che incidono direttamente sull’accesso alle agevolazioni e sulla gestione dei veicoli.

Il regolamento recepisce la terminologia aggiornata prevista dal D.Lgs. 62/2024, adeguando il linguaggio normativo ai principi di rispetto e dignità. Accanto a questo adeguamento formale, sono state introdotte misure sostanziali:

  • tolleranza per la “doppia intestazione”, riconoscendo il tempo tecnico necessario per l’adattamento di un nuovo veicolo senza perdita delle agevolazioni;

  • tutela in caso di furto, con conferma del diritto all’esenzione anche qualora il mezzo già agevolato venga sottratto;

  • semplificazione documentale, con possibilità di presentare copia semplice della patente speciale recante i codici unionali relativi agli adattamenti, evitando certificazioni mediche aggiuntive;

  • estensione delle agevolazioni ai veicoli ibridi ed elettrici, nei limiti previsti dalla normativa;

  • esplicita inclusione dei veicoli con codice carrozzeria SH, destinati al trasporto di persone in sedia a rotelle.

Le modifiche mirano a eliminare adempimenti superflui e a riconoscere situazioni di particolare fragilità, rendendo il regolamento uno strumento più equo ed efficace.

Recepimento della riforma del Terzo Settore

Il provvedimento recepisce pienamente la riforma nazionale del Terzo Settore, estendendo le esenzioni a tutti gli enti iscritti al RUNTS e alle ONLUS in fase di transizione che completeranno l’iscrizione entro i termini di legge. La scelta garantisce continuità alle agevolazioni fiscali per soggetti impegnati in attività di interesse generale, valorizzandone il ruolo nel sistema di welfare territoriale.

Semplificazioni amministrative

Tra le principali novità introdotte:

  • eliminazione della dichiarazione sostitutiva per i motocicli storici ultratrentennali ad uso non professionale;

  • introduzione di una soglia minima di 30 euro per riscossioni o rimborsi, a tutela dell’economicità dell’azione amministrativa;

  • estensione da tre a cinque anni del termine per richiedere il rimborso di somme non dovute.

«Con questo aggiornamento – ha dichiarato il consigliere Stefano Damonte – rafforziamo il principio di equità e rendiamo l’amministrazione più vicina alle persone. La tutela delle persone con disabilità deve tradursi in diritti concreti, procedure più semplici e garanzie effettive, anche nei momenti di maggiore difficoltà, come nel caso del furto di un veicolo o del tempo necessario per adattarne uno nuovo. Abbiamo inoltre sostenuto il Terzo Settore e reso il sistema più moderno, recependo l’evoluzione tecnologica dei veicoli e riducendo gli adempimenti inutili».

Le modifiche entreranno in vigore dal 1° gennaio 2026, con l’obiettivo di migliorare l’accesso ai servizi e rafforzare la qualità dell’azione amministrativa.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to