Autostrade liguri, Confagricoltura chiede un tavolo urgente: “Costi ormai insostenibili per imprese e turismo”
31/03/2026
Le autostrade liguri tornano al centro delle proteste del mondo produttivo. A sollevare con forza il tema è Confagricoltura Liguria, che ha chiesto formalmente alla Regione di attivarsi presso il Ministero dei Trasporti e i concessionari autostradali presenti sul territorio per aprire con urgenza un tavolo di confronto sulla situazione della rete viaria regionale, segnata da cantieri continui, restringimenti di carreggiata e tempi di percorrenza fuori controllo.
Secondo l’organizzazione agricola, il problema ha ormai superato da tempo la soglia dell’emergenza ordinaria e sta producendo effetti diretti sulla competitività delle aziende liguri, in particolare di quelle floricole e agricole del Ponente, che ogni giorno devono trasferire merci verso il Nord Italia e i mercati europei. A rendere più pesante il quadro, spiegano i rappresentanti di categoria, è l’assenza di una prospettiva chiara sui tempi dei lavori e sulle modalità con cui i cantieri vengono gestiti.
Trasporti più lenti e costi in aumento per le imprese agricole
Il presidente di Confagricoltura Liguria, Luca De Michelis, parla di una situazione “inaccettabile”, sottolineando come le tratte liguri, dalla A10 alla A12, passando per la A7, siano interessate in modo pressoché permanente da lavori e limitazioni che incidono pesantemente sull’attività delle imprese. I monitoraggi effettuati dall’associazione segnalano che un bilico in partenza dal Mercato dei Fiori di Sanremo o dalla Piana di Albenga impiega mediamente da un’ora e un quarto fino a due ore in più per raggiungere il nodo di Genova rispetto ai tempi ordinari. Anche il viaggio di ritorno, pur con ritardi leggermente inferiori, resta fortemente condizionato.
Per il settore agricolo non si tratta di un semplice disagio logistico. Il rallentamento dei trasporti comporta infatti maggiori costi di lavoro per gli autisti, una gestione più complessa delle pause obbligatorie nella guida dei camion e un aumento del rischio di deperimento di piante e fiori, prodotti che richiedono tempi rapidi e condizioni di trasporto adeguate. A questo si aggiunge il peso del carburante, diventato ancora più oneroso in una fase già complessa per le aziende.
Confagricoltura segnala, nello specifico, che l’aumento del prezzo del gasolio da autotrazione incide in modo sensibile sui viaggi di approvvigionamento e distribuzione. Per una tratta dalla piattaforma di Latina alla Piana d’Albenga, il maggiore esborso in carburante viene stimato in circa 200 euro a viaggio. Sul fronte produttivo, anche il gasolio agricolo ha registrato un incremento rilevante, passando da 0,90 euro a 1,23 euro. Una dinamica che riduce ulteriormente i margini delle aziende, già compressi dall’aumento generale dei costi e dalla difficoltà di trasferire integralmente questi rincari sul mercato senza conseguenze sui consumatori.
Cantieri, pedaggi e turismo: la richiesta alla Regione
Pur riconoscendo la necessità degli interventi infrastrutturali, Confagricoltura Liguria chiede maggiore trasparenza sulla programmazione dei lavori e soprattutto sulle modalità operative adottate nei cantieri. Il punto sollevato dall’associazione riguarda la durata degli interventi e l’eventuale impiego di turni h24, che secondo l’organizzazione non sembrano oggi previsti in maniera sistematica. Per il comparto agricolo, che dipende da collegamenti rapidi e affidabili, non è più sufficiente constatare la necessità della manutenzione dopo decenni di carenze: serve una gestione che limiti davvero l’impatto economico sui territori.
Le ricadute, inoltre, non si fermano alle aziende agricole. De Michelis richiama anche le segnalazioni provenienti dal comparto dell’ospitalità, con diversi agriturismi liguri che riferiscono un numero crescente di disdette da parte di turisti provenienti soprattutto da Lombardia e Piemonte. La prospettiva di impiegare cinque o sei ore di viaggio, anche nei fine settimana, per raggiungere il Ponente o il Levante ligure viene percepita da molti visitatori come un ostacolo ormai incompatibile con una vacanza breve o con uno spostamento di piacere.
Da qui la richiesta di convocare un tavolo con la Regione, in particolare con l’assessore alle Infrastrutture, allargato ai concessionari della rete autostradale ligure. L’obiettivo è duplice: ottenere risposte precise sui lavori in corso e aprire una discussione concreta sulla cancellazione del pedaggio per i mezzi commerciali nelle tratte interessate dai cantieri, che secondo Confagricoltura coincidono ormai con gran parte della rete regionale.
L’organizzazione ricorda che, per un mezzo pesante a quattro assi, il pedaggio sulla tratta Sanremo-Genova Ovest ammonta attualmente a circa 40 euro. Un costo che, nella valutazione dell’associazione, non appare più giustificabile alla luce di un servizio giudicato fortemente compromesso. La richiesta rivolta alla Regione è dunque quella di un intervento immediato, capace di portare attorno allo stesso tavolo istituzioni e concessionari, per affrontare una crisi che coinvolge mobilità, impresa, turismo e tenuta economica di una parte rilevante del territorio ligure.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to